I mancati infortuni non sono quasi-problemi. Sono segnali. E dal 2026 ignorarli è fuori legge.
Un near miss non è un incidente mancato per poco. È la prova che nel sistema esiste una vulnerabilità che non è ancora diventata danno, ma che potrebbe farlo domani.
La UNI 7249, aggiornata a maggio 2026, e il D.L. 159/2025 convertito in Legge 198/2025 dicono la stessa cosa: la prevenzione reale comincia prima dell'infortunio.
Per le aziende con più di 15 dipendenti, strutturare un sistema di gestione dei near miss è oggi un obbligo di legge.
In ogni organizzazione accadono eventi che non finiscono nei registri degli infortuni: un carrello che transita troppo vicino a un operatore, un'attrezzatura usata fuori procedura, un dispositivo di protezione individuale non indossato per un'attività ritenuta breve.
Questi eventi hanno un nome tecnico, mancati infortuni o near miss, e una caratteristica che li rende preziosi: sono infortuni annunciati.
La differenza tra un near miss e un infortunio reale non sta nell'organizzazione o nella cultura aziendale. Sta nella fortuna. E la fortuna non è una misura di sicurezza.
La revisione di maggio 2026 aggiorna il quadro definitorio e rafforza il ruolo degli indicatori proattivi nel sistema di misura delle prestazioni SSL.
La norma distingue tre categorie fondamentali: il rischio infortunistico, l'infortunio sul lavoro e il mancato infortunio (near miss), inteso come evento che aveva il potenziale per produrre danno ma non lo ha prodotto per circostanze indipendenti dalla governance aziendale.
Sul piano degli indicatori, la revisione integra esplicitamente i near miss come input obbligatorio per gli indicatori proattivi, in raccordo con ISO 45001.
Un sistema che si limita agli indici reattivi fotografa il passato. Gli indicatori proattivi misurano la capacità del sistema di prevenire il futuro.
Con la Legge 198/2025, la gestione dei near miss diventa un obbligo strutturato per le aziende con più di 15 dipendenti. L'art. 15 prevede la registrazione e l'analisi interna di ogni quasi infortunio, l'aggiornamento del DVR sulla base degli eventi rilevati, la comunicazione annuale dei dati aggregati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la predisposizione di un Rapporto Annuale Near Miss.
Un near miss non registrato che precede un infortunio reale non costituisce soltanto una lacuna organizzativa, ma può assumere un rilevante valore probatorio nell'accertamento delle responsabilità del datore di lavoro.
Qualora l'evento lesivo si verifichi a seguito di un rischio già manifestatosi attraverso precedenti near miss non segnalati, analizzati o gestiti, tale circostanza può infatti evidenziare la mancata adozione delle misure preventive necessarie e rafforzare il nesso tra l'omissione datoriale e l'evento dannoso, con possibili conseguenze sia sul piano penale sia su quello civile.
"Il D.L. 159/2025 introduce un cambiamento significativo nell'approccio alla gestione del rischio in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. Prima dell'intervento normativo, la mancata rilevazione e gestione dei near miss poteva essere valutata quale indice di una carenza organizzativa, assumendo rilevanza soprattutto a seguito del verificarsi di un evento lesivo. Oggi, invece, la predisposizione di procedure idonee alla segnalazione, registrazione e analisi dei mancati infortuni costituisce uno specifico obbligo giuridico.
Sotto il profilo della responsabilità, l'aspetto di maggiore interesse riguarda la funzione conoscitiva del near miss. La presenza di eventi pregressi aventi caratteristiche analoghe a quelle dell'infortunio successivamente verificatosi può infatti rappresentare un elemento significativo ai fini della valutazione della prevedibilità e prevenibilità del rischio. In tale prospettiva, la mancata registrazione, analisi o gestione di tali eventi potrebbe essere valorizzata quale indice dell'inadeguatezza del sistema prevenzionistico adottato dall'azienda e della mancata adozione delle misure organizzative e tecniche ragionevolmente esigibili.
Specularmente, l'esistenza di un sistema strutturato di rilevazione e gestione dei near miss, adeguatamente documentato e integrato nel DVR e nei processi aziendali, costituisce un importante elemento dimostrativo dell'effettiva attuazione degli obblighi prevenzionistici gravanti sul datore di lavoro, potendo assumere rilevanza nell'accertamento dell'adempimento degli obblighi di diligenza, prudenza e prevenzione imposti dalla normativa vigente."
La cultura prima degli strumenti: i lavoratori devono percepire la segnalazione come un atto di responsabilità collettiva, non come un rischio personale.
Procedure semplici e non punitive: ogni passaggio in più è un near miss in meno registrato.
Analisi delle cause, non catalogazione degli eventi: registrare senza analizzare è un archivio, non un sistema di prevenzione.
Integrazione con DVR e indicatori SSL: i near miss analizzati devono alimentare la valutazione dei rischi e il sistema di indicatori proattivi dell'organizzazione.
Il D.L. 159/2025 convertito in Legge 198/2025 trasforma la gestione dei near miss da buona pratica a obbligo strutturato.
Registrare, analizzare, comunicare e integrare i near miss nel DVR è oggi un requisito di legge per le aziende con più di 15 dipendenti.
Per tutte le organizzazioni, è il presupposto di un sistema di sicurezza che non documenta i danni, ma lavora per impedirli.
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Analisi degli Infortuni e Near Miss e ISO 45001:2018.