La Guida CEI 121-5:2026 aggiorna il quadro normativo di riferimento per i quadri elettrici di bassa tensione, recependo le ultime edizioni della serie CEI EN IEC 61439 e introducendo nuovi capitoli su rischio sismico, mercato nordamericano e procedure di verifica. Il punto più rilevante per le aziende non è tecnico: è giuridico. La responsabilità della verifica di conformità ricade sul costruttore del quadro, anche quando costruttore originale e costruttore del quadro non coincidono. Una distinzione che nella pratica industriale viene spesso ignorata, con conseguenze che possono essere molto serie.
In breve
La Guida CEI 121-5:2026 sostituisce integralmente l'edizione 2015 e aggiorna le procedure di verifica dei quadri BT in relazione alle nuove edizioni della serie CEI EN IEC 61439.
La responsabilità della verifica di conformità ricade sempre sul costruttore del quadro, anche quando coincide con chi ha modificato o assemblato un quadro progettato da altri.
Il D.M. 37/08 impone all'installatore di sottoscrivere una dichiarazione di conformità alla regola d'arte: i quadri costruiti secondo le norme CEI si considerano conformi ai sensi della Legge 186/1968.
La mancata documentazione delle verifiche individuali e di progetto costituisce un profilo di responsabilità autonomo, indipendente dall'esito tecnico dell'impianto.
Il quadro normativo
La Guida CEI 121-5:2026 non è un aggiornamento marginale. Sostituisce completamente l'edizione del 2015 e le successive varianti, ridefinendo l'intero impianto di riferimento normativo per i quadri elettrici di bassa tensione.
Le principali novità riguardano quattro aree.
Aggiornamento alla serie CEI EN IEC 61439. La guida recepisce le ultime edizioni delle norme di prodotto, in particolare la CEI EN IEC 61439-1 (requisiti generali) e la CEI EN IEC 61439-2 (quadri di potenza), con aggiornamento degli esempi di realizzazione e della documentazione necessaria per progettazione, costruzione, verifica e messa in servizio.
Rischio sismico. È stato aggiunto un capitolo specifico sulla progettazione e installazione dei quadri BT in ambienti soggetti a rischio sismico, in accordo alla Guida CEI 0-23. Un aspetto che in molte aree del territorio italiano era trattato in modo disomogeneo e che ora trova un riferimento normativo esplicito.
Estensione del perimetro applicativo. La guida prende in considerazione anche la Norma CEI 23-51 per i quadri di distribuzione in impianti domestici e la CEI EN 60204-1 per l'equipaggiamento elettrico delle macchine, ampliando il perimetro rispetto all'edizione precedente.
Documentazione e verifiche. Vengono aggiornate le procedure per le verifiche di progetto e le prove individuali, con particolare attenzione alla tracciabilità della documentazione e alla responsabilità nei casi in cui costruttore originale e costruttore del quadro non coincidano.
Le implicazioni per le aziende
Il punto più critico della Guida CEI 121-5:2026, anche in relazione al D.M. 37/08 e alla valutazione dei rischi elettrici, riguarda la catena di responsabilità nella verifica di conformità.
La norma è chiara: la responsabilità della verifica di conformità del quadro secondo la norma applicata è in carico al costruttore del quadro. Non al progettista originale, non al committente, non all'installatore a valle. Al costruttore del quadro.
Questo genera due scenari distinti, con implicazioni diverse.
Scenario 1: costruttore originale e costruttore del quadro coincidono.
Tutte le verifiche — di progetto e individuali — sono in carico allo stesso soggetto. La responsabilità è chiara e concentrata.
Scenario 2: costruttore originale e costruttore del quadro non coincidono.
È la situazione più frequente nella pratica industriale: un'azienda acquista un quadro da un costruttore originale e lo modifica, integra o adatta alle proprie esigenze prima dell'installazione. In questo caso, il costruttore del quadro — cioè chi ha effettuato le modifiche — deve:
scegliere un fornitore in grado di dimostrare l'esecuzione delle verifiche di progetto sui prototipi;
effettuare la scelta dei componenti in stretta osservanza della documentazione tecnica del fornitore;
montare il quadro seguendo scrupolosamente le istruzioni del costruttore originale;
verificare, tramite prove aggiuntive o valutazioni, le eventuali modifiche sostanziali apportate rispetto alle configurazioni garantite;
effettuare correttamente le prove individuali previste dalla norma su ciascun quadro realizzato;
rendere disponibile all'utilizzatore la documentazione tecnica pertinente;
conservare nei propri archivi la documentazione relativa a prove, verifiche e collaudi.
Il punto critico è il quarto: qualsiasi modifica sostanziale rispetto alla configurazione originale garantita dal costruttore originale richiede verifiche aggiuntive a carico di chi ha effettuato la modifica. Non è sufficiente dichiarare che la modifica è "minore" o "compatibile".
Il collegamento con il D.M. 37/08
Il D.M. 37/08 impone all'installatore di sottoscrivere, per ogni impianto realizzato, una dichiarazione di conformità alla regola d'arte. Non è un adempimento burocratico: è l'assunzione formale di responsabilità sulla correttezza dell'impianto realizzato.
Per i quadri elettrici, la regola d'arte è definita dalla serie CEI EN IEC 61439 e dalla relativa Guida CEI 121-5:2026. Un quadro costruito secondo queste norme si considera realizzato a regola d'arte ai sensi dell'art. 2 della Legge 186/1968. Un quadro che non rispetta i requisiti della serie 61439, o per il quale non sono state eseguite le verifiche individuali previste, non può essere dichiarato conforme alla regola d'arte — indipendentemente da come funziona.
La mancata esecuzione delle prove individuali su ogni esemplare realizzato non è quindi solo una lacuna tecnica: è un profilo di responsabilità autonomo, che può rilevare in sede civile, penale e, per le aziende dotate di un Modello Organizzativo 231, anche sul piano della responsabilità amministrativa dell'ente.
Parere dell'esperto
"La Guida CEI 121-5:2026 chiarisce un aspetto che nella pratica industriale viene spesso sottovalutato: la conformità di un quadro elettrico non si dichiara, si dimostra. E la dimostrazione richiede documentazione specifica, prove individuali eseguite su ogni esemplare e tracciabilità delle modifiche rispetto alla configurazione originale garantita dal costruttore. Il punto critico, nella mia esperienza, riguarda proprio il secondo scenario: quello in cui un quadro viene acquistato e successivamente modificato o integrato prima dell'installazione. In questi casi, chi ha effettuato la modifica diventa a tutti gli effetti costruttore del quadro, con tutti gli obblighi di verifica che ne derivano. Non è sufficiente dichiarare che la modifica è compatibile con il progetto originale: occorre dimostrarlo attraverso le procedure previste dalla norma. La mancata esecuzione di questo processo non è solo una lacuna documentale: è un'esposizione concreta al rischio, sia per la sicurezza dell'impianto che per la responsabilità di chi ha firmato la dichiarazione di conformità."
Cosa fare
1. Verificare lo stato della documentazione dei quadri installati.
Per ogni quadro presente nell'impianto, verificare la disponibilità e completezza della documentazione tecnica: verifiche di progetto del costruttore originale, prove individuali, dichiarazione di conformità, istruzioni per la messa in servizio e la manutenzione.
2. Identificare le modifiche apportate rispetto alla configurazione originale.
Qualsiasi integrazione, sostituzione di componenti o adattamento rispetto alla configurazione garantita dal costruttore originale deve essere documentata e, se sostanziale, oggetto di verifiche aggiuntive.
3. Aggiornare la valutazione del rischio elettrico nel DVR.
La conformità dei quadri elettrici è un elemento della valutazione dei rischi ex D.Lgs. 81/2008. Un quadro non conforme o non documentato è un rischio da valutare e gestire.
4. Verificare la coerenza con il D.M. 37/08.
Le dichiarazioni di conformità depositate devono essere coerenti con lo stato attuale degli impianti. Modifiche successive alla dichiarazione originale possono richiedere aggiornamenti documentali.
5. Coinvolgere il RSPP nella gestione delle verifiche periodiche.
La manutenzione e la verifica periodica dei quadri elettrici sono parte integrante del sistema di prevenzione aziendale, in coerenza con i requisiti di ISO 45001 e ISO 9001.
Conclusioni
La Guida CEI 121-5:2026 aggiorna il quadro normativo di riferimento per i quadri elettrici BT e chiarisce un principio che le aziende non possono ignorare: la responsabilità della verifica di conformità ricade sempre sul costruttore del quadro, anche quando coincide con chi ha modificato un quadro progettato da altri. La dichiarazione di conformità al D.M. 37/08 non è un documento formale: è l'assunzione di responsabilità sulla regola d'arte dell'impianto. Una responsabilità che richiede documentazione tecnica specifica, prove individuali eseguite su ogni esemplare e tracciabilità delle modifiche.
Per approfondire la gestione integrata della sicurezza degli impianti elettrici, visita le sezioni Valutazione dei Rischi (DVR) e RSPP/ASPP in Outsourcing.