Sistemi di gestione

News

Sistemi di gestione ambientale delle aziende AIA.

In Provincia di Pisa l'attività di controllo di ARPAT ha condotto a sanzionare amministrativamente 4 aziende e ad individuare azioni di miglioramento presso altre 6. Nel 2016, in accordo al Piano Operativo del Dipartimento di Pisa per quanto riguarda i previsti controlli presso le 21 aziende soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, sono stati verificati i Sistemi di Gestione Ambientale (SGA), laddove presenti. Negli anni passati tale verifica veniva effettuata su un numero ristretto di aziende, ma da quest'anno i controlli nelle aziende AIA prevedono al primo posto la verifica del SGA, secondo quanto stabilito da una nuova istruzione operativa di ARPAT. È stata così verificata l’implementazione di un Sistema di Gestione Ambientale, con i suoi requisiti minimi, la sua attuazione e diffusione, ad esempio intervistando a campione personale aziendale in merito alla conoscenza del SGA, delle sue procedure e verificando l’effettiva attuazione delle stesse, ecc. SGA e normativa AIA Un Sistema di Gestione ambientale ben attuato costituisce il cuore dell'attività di un’azienda, poiché contiene non solo gli aspetti legati al rapporto con l’ambiente circostante in senso lato, ma descrive anche la struttura organizzativa (responsabilità), le procedure, i processi attuati, le risorse necessarie, la Politica Ambientale. Il concetto stesso di controllo integrato tra le varie matrici ambientali è possibile proprio grazie al Sistema di Gestione Ambientale, che rappresenta il collante tra i vari aspetti ambientali apparentemente distinti ed affrontati in modo “separato” sino a pochi anni fa anche da ARPAT, sia in fase istruttoria che in fase di controllo. L'adozione di un SGA rappresenta per tutti i settori soggetti ad AIA la prima delle Migliori Tecniche Disponibili (MTD o BAT) riportate nell’elenco complessivo dei vari documenti di riferimento (BREF di settore). La struttura di un SGA è sovrapponibile completamente a quella di un Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS), attuato presso le industrie a Rischio di Incidente Rilevante (RIR). Tuttavia, per renderne cogente la sua esistenza presso un’installazione industriale e quindi un obbligo per la Ditta, è necessario il recepimento in un’apposita prescrizione all’interno del corrispondente Atto autorizzativo da parte della Autorità competente. Per le industrie RIR, invece, l'obbligo di adozione di un SGS deriva dalla normativa stessa (art. 28, comma 4 DLgs 105/15). In caso di SGA non conforme a quanto riportato, in sede di controllo presso un'installazione AIA viene applicata una sanzione amministrativa (art. 29-quattordecies, comma 2 DLgs 152/06 e s.m.i.). La nuova normativa AIA ha raddoppiato la durata delle Autorizzazioni a 10, 12, 16 anni nel caso rispettivamente di installazioni normali (non certificate), certificate secondo la norma UNI EN ISO 14001, registrate ai sensi del Regolamento EMAS. Anche la Regione Toscana incentiva le aziende che adottano standard ambientali conformi alla norma UNI EN ISO 14001 oppure al Regolamento EMAS, ad esempio con agevolazioni sugli oneri istruttori (per aziende soggette ad AUA e AIA). L'adesione ad uno standard ambientale ha senza dubbio diverse ricadute positive per un sistema produttivo; di conseguenza, diventa sempre più importante verificare che la conformità (volontariamente conseguita) specificatamente a tali norme sia effettiva e non rappresenti una mera dichiarazione d’intenti, al fine di usufruire dei vantaggi economici. I controlli di ARPAT sui Sistemi di Gestione Ambientale Nei vari documenti di riferimento (BREF) valevoli per tutte le categorie assoggettate ad AIA la prima MTD è rappresentata dall’implementazione di un SGA. ARPAT ha recepito nella sua nuova istruzione operativa la verifica dei requisiti del SGA; in particolare: “Ove pertinente, verificare il mantenimento delle eventuali certificazioni ambientali acquisite dall’azienda, le risultanze degli audit periodici e lo stato di attuazione delle raccomandazioni/non conformità rilevate. In caso di installazioni non certificate, l’SGA deve comunque prevedere:
  • la definizione di una politica ambientale che includa il miglioramento continuo da parte del management;
  • la definizione delle procedure del sistema;
  • l’implementazione delle procedure, con particolare attenzione a: struttura e responsabilità; formazione, informazione e competenza del personale; comunicazione e coinvolgimento del personale; gestione della documentazione; garanzie di efficienza del controllo di processo; programma di manutenzione e registri; gestione delle anomalie, emergenze ambientali ed azioni correttive; conformità con la legislazione ambientale;
  • il controllo delle prestazioni, con particolare attenzione a: monitoraggio di indicatori specifici e misure dirette/indirette; definizione di azioni correttive e preventive; sistema di audit interno (dove praticabile) ed esterno al fine di verificarne la conformità agli obbiettivi e la loro corretta implementazione;
  • il riesame da parte della direzione.”
La gestione delle anomalie, emergenze ambientali ed azioni correttive rappresenta la modalità con cui una Ditta traccia, affronta (azioni correttive) e previene (azione miglioramento) le criticità ambientali che possono verificarsi nel corso dell'attività. Tale aspetto per ARPAT è rilevante e costituisce un punto fondante della verifica. Ad esempio, in un impianto di gestione di rifiuti in cui sono presenti trituratori viene verificato se l'azienda abbia individuato, all'interno del Piano di Emergenza Interna, le evenienze di un incendio, l'instaurarsi di nubi maleodoranti e/o tossiche, ecc. e le relative azioni di prevenzione/mitigazione messe in atto. Altro esempio riguarda il controllo delle procedure messe in atto da un'azienda in caso di fermata improvvisa (ad esempio per guasti di natura meccanica, elettrica, black-out, ecc) dell'impianto di abbattimento delle emissioni in atmosfera (elettrofiltro, filtro a manica, filtro a carboni attivi). In conclusione, l'attività di controllo sui SGA, laddove prescritti nell'atto autorizzativo, ha condotto a sanzionare amministrativamente 4 aziende e ad individuare azioni di miglioramento presso altre 6. Fonte: ARPAT Toscana