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Visita di controllo per infortuni sul lavoro e malattie professionali: solo l'Inps è competente.

Competenza per la visita di controllo per gli infortuni sul lavoro: SOLO INPS, Cass Civi sez. Lavoro – Sentenza 27 ottobre 2017, n. 25650 Visite di controllo e sanzioni disciplinari Solo l'Inps è competente per le visite di controllo per gli infortuni sul lavoro, che sono previste dall'ordinamento giuridico, art. 5 legge 300/1970. La sentenza della Corte di Cassazione n. 25650 del 27 ottobre 2017 ha affermato che le visite di controllo richieste dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 5 della l. n. 300/1970 nei confronti dei lavoratori privati assenti dal lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale devono essere eseguite secondo le competenze e procedure previste per le assenze per malattia. Il rifiuto del lavoratore di sottoporsi a visita medica deve comunque essere valutato secondo i canoni di correttezza e buona fede che sottendono il rapporto di lavoro.   Infortuni sul lavoro e visita medica di controllo La sentenza della Corte di Cassazione del 27 ottobre 2017 ha riaffermato la legittimità della visita medica di controllo domiciliare ai lavoratori assenti dal lavoro per infortunio. Le visite di controllo richieste dal datore di lavoro devono essere eseguite secondo le competenze e procedure previste per le assenze per malattia.   Viene così completamente ribaltata la prassi regolamentare adottata dall'Inps la quale fino a novembre 2017 affermava di non poter effettuare accertamenti domiciliari medico legali richiesti dai datori di lavoro per i casi di infortunio sul lavoro e malattia professionale. L'INPS affermava, richiamando erroneamente l’ art. 12 della legge n° 67/1988 sulle competenze esclusive dell’INAIL, di non poter interferire con il procedimento di valutazione medico-giuridica. Dunque l'INPS fino a novembre 2017 riteneva che il suo medico fiscale che effettua una visita medica di controllo ad un lavoratore in infortunio, non poteva effettuare la visita di controllo, ma doveva limitarsi a redigere il verbale attestante la circostanza. Il senso logico di questo ragionamento appare già di per se piuttosto evanescente, e per fortuna è intervenuta la Corte suprema a mettere ordine a questa confusione concettuale ed evidente errore giuridico dell'INPS.   In base a queste regole dell'INPS sembrerebbe che il lavoratore infortunato non sia obbligato a rendersi in reperibilità per le eventuali visite fiscali. Ma va notato che la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15773/2002 aveva stabilito che l’INPS ha l'obbligo di attivare su richiesta del datore di lavoro l'esecuzione di visite fiscali di controllo a domicilio anche nei casi di denuncia di infortunio sul lavoro.   Dunque il datore di lavoro può rivolgersi all’INPS per chiedere la verifica del l’effettivo stato di salute del lavoratore per il quale sia prevista una indennità temporanea, per tutto l’arco della durata dell’infortunio e fino alla sua completa guarigione clinica. Dunque sia in caso di assenza dal lavoro per malattia, sia per inabilità temporanea al lavoro a seguito di infortunio denunciato come tale, i medici iscritti nelle liste speciali dell’INPS interverranno su richiesta del datore di lavoro. Dunque la Corte di Cassazione del 27 ottobre 2017 ha ribadito la legittimità della visita medica di controllo domiciliare ai lavoratori assenti dal lavoro per infortunio, confutando l'illegittimo regolamento dell'INPS che ne negava la possibilità.   FONTE: Puntosicuro