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Accesso abusivo al sistema informatico: reato anche per chi è autorizzato a farlo

Secondo la sentenza della CASSAZIONE N. 25944 del 11 settembre 2020, compie reato dio accesso abusivo a sistema informatico chi, pur essendo abilitato, viola le condizioni ed i limiti dell’autorizzazione.

Il fatto riguarda la condanna, in via definitiva, di un agente introdottosi (per scopi privati e familiari) nel sistema in uso alle forze di polizia.

La Suprema Corte ha ritenuto infondato il ricorso, ritenendo che "integra il delitto previsto dall'art. 615-ter cod. pen. la condotta di colui che, pur essendo abilitato, acceda o si mantenga in un sistema informatico o telematico protetto violando le condizioni ed i limiti risultanti dal complesso delle prescrizioni impartite dal titolare del sistema per delimitarne oggettivamente l'accesso, rimanendo invece irrilevanti, ai fini della sussistenza del reato, gli scopi e le finalità che abbiano soggettivamente motivato l'ingresso nel sistema”.

 

A cura di: Dott.ssa Emilia Barbati, Consulente legale Senior – Auditor - Responsabile Organismo di Vigilanza 231/01