D. Lgs 231

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Sentenza. Revoca delle misure interdittive solo se c'è risarcimento del danno.

  Sentenza 8 gennaio 2014, n. 326: revoca delle misure interdittive solo se c'è risarcimento del danno. La Cassazione  ricorda che solo se il danno è integralmente risarcito mettendo le somme a disposizione dei danneggiati possono essere revocate le misure interdittive a carico dell'ente, come previsto dall'articolo 17, Dlgs 231/2001. Il citato articolo dispone la non applicazione della  misura interdittiva quando: “a) l’ente ha risarcito integralmente il danno e ha eliminato le conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero si è comunque efficacemente adoperato in tal senso;  b) l’ente ha eliminato le carenze organizzative che hanno determinato il reato mediante l’adozione e l’attuazione di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;  c) l’ente ha messo a disposizione il profitto conseguito ai fini della confisca“. I giudici non hanno ritenuto che la costituzione di un accantonamento costituito da una riserva indisponibile, anche se certificata dal collegio sindacale, potesse essere ritenuta valida condizione essenziale di revoca ai sensi dell'art. 17. La previsione in bilancio di un fondo di accantonamento, per sua natura, non può garantire l’efficacia del risarcimento viste le possibili incerte sorti dell’ente. La somma accantonata che nel caso di specie è rimasta nella disponibilità ˗ seppur condizionata ˗ dell’ente, potrebbe infatti essere oggetto di riduzioni o addirittura “scomparire” in caso di perdite della società. fonte: iusletter