D. Lgs 231

News

SENTENZA MOBBING: NECESSARIA LA PROVA DI UNA CONDOTTA VESSATORIA DA PARTE DEL DATORE

La Suprema corte, qualifica il mobbing come "la condotta del datore di lavoro, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell'ambiente di lavoro, che si risolva, sul piano oggettivo, in sistematici e reiterati abusi, idonei a configurare il cosiddetto terrorismo psicologico, e si caratterizzi, sul piano soggettivo, con la coscienza ed intenzione del datore di lavoro di arrecare danni - di vario tipo ed entità - al dipendente medesimo", ha evidenziato che nel caso di specie non è stata raggiunta la prova per integrare la fattispecie di mobbing che si ravvisa con la dimostrazione del: -nesso eziologico intercorrente tra la condotta del datore di lavoro (o del superiore gerarchico) - il danno subito, alla salute e/o alla personalità -  l'intento persecutorio; la molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio. Cassazione Civile - Mobbing   Fonte: AMBLAV