D. Lgs 231

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NON RESPONSABILITÀ DEL COORDINATORE IN FASE DI ESECUZIONE. SENTENZA

Non è responsabile il coordinatore in fase di esecuzione per l’infortunio occorso ad un dipendente di una ditta subappaltatrice (in seguito deceduto) di un’impresa esecutrice entrata in cantiere a sua insaputa. La Corte di Cassazione penale, “rende giustizia” alla figura del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione nei cantieri temporanei o mobili e fa rientrare le sue responsabilità nei limiti fissati dal legislatore ha infatti annullato una sentenza di condanna emanata da parte della Corte di Appello che “non correttamente” aveva individuata a carico del coordiantore una posizione di garanzia che nei cantieri edili è propria del datore di lavoro e del preposto. E’ risultato dagli atti infatti, ha sostenuto la Sez. IV, che il coordinatore non era stato posto in condizione di conoscere la disponibilità di una ditta diversa da quella originariamente prevista nel piano di sicurezza per cui “è risultato pertanto, evidente in questo caso l'insussistenza rispetto all'evento dannoso del parametro della prevedibilità”. “Come è noto”, ha così concluso la suprema Corte, “la esistenza di tale parametro va accertata con criteri ex ante e si fonda sul principio che non possa essere addebitato all'agente di non aver previsto un evento che, in base alle conoscenze che aveva o che avrebbe dovuto avere, non poteva prevedere”.   Fonte: puntosicuro