D. Lgs 231

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Non c'è automatismo nella responsabilità “231”.

Tribunale di Fermo, Sez. Pen., 28 febbraio 2017 -

Non basta la mancata adozione del MOG a fondare la responsabilità dell'ente: è necessaria la prova che il reato sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente.

.. Non è sufficiente a fondare la responsabilità dell’ente la sola mancata adozione del modello di organizzazione e gestione, in quanto è necessaria la prova che il reato sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, requisiti che - in ipotesi di responsabilità amministrativa degli enti derivante dal reato di lesioni personali aggravate dalla violazione della disciplina antinfortunistica - ben possono ritenersi sussistenti rispettivamente nel caso in cui l'omessa predisposizione dei sistemi di sicurezza determini un risparmio di spesa o qualora la mancata osservanza della normativa cautelare consenta un aumento della produttività (cfr., Cass., Sez. 4, 20.4.2016, n. 24697, Rv. 268066). Nel caso di specie, non vi è alcuna prova che l’ente abbia tratto un vantaggio dal delitto posto in essere dall’imputato persona fisica, inteso come beneficio/utilità conseguita per effetto del reato, neppure in termini di considerevole risparmio di spesa (euro 244,32). Da ultimo, considerando che i concetti di interesse e vantaggio, nei reati colposi d'evento, vanno riferiti alla condotta e non all'esito antigiuridico, nel caso di specie, nessun elemento permette di evidenziare che la condotta colposa ascritta al Omissis sia stata il frutto di una violazione deliberata delle regole cautelari finalizzata al perseguimento dell’interesse della società (nei termini di effettivo risparmio di costi d'impresa a scapito della sicurezza dei lavoratori), quanto più che altro risultato di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie.   Fonte: OLYMPUS