D. Lgs 231

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L’omessa richiesta di rinnovo del certificato antincendi è punibile penalmente.

CASSAZIONE PENALE: MANCATO RINNOVO CERTIFICATO ANTINCENDI, sentenza n. 3403/17. Il titolare delle attività esposte ai rischi derivanti dall’impiego o dalla detenzione di materiali incendiabili e dunque sottoposte a certificazione antincendi deve chiedere il rilascio della certificazione stessa, nonché il rinnovo a seguito della scadenza del certificato originario. In caso di inadempimento, la condotta è sanzionabile ai sensi dell’art. 20 d.lgs. n. 139/2006.  Il Tribunale di Caltagirone condannava l’imputato poiché, quale titolare di un’azienda agricola che utilizzava anche prodotti infiammabili, ometteva di chiedere il rinnovo del certificato di prevenzione antincendi di cui all’art. 20 d.lgs. n. 139/2006. Avverso tale pronuncia ricorre per cassazione l’imputato deducendo che il tardivo aggiornamento del certificato antincendi, in assenza di ampliamenti o mutamenti dell’attività, non poteva integrare la fattispecie incriminatrice per assenza di offensività, in quanto l' inadempimento era di natura esclusivamente amministrativa. L’art. 20 d.lgs. n. 139/2006 sanziona il titolare di una delle attività soggette al rilascio del certificato antincendi che ometta di richiederne il rilascio o il rinnovo, non facendo dunque alcuna distinzione tra che non abbia mai conseguito il suddetto certificato perché abbia omesso di farne richiesta e chi invece non ne abbia ottenuto il rinnovo alla scadenza del termine. il titolare delle attività sottoposte a certificazione è onerato di richiederne il rinnovo attraverso la procedura prevista al fine di accertare eventuali variazioni delle condizioni di rischio anche in relazione all’eventuale mutamento delle esigenze di tutela e di sicurezza antincendio. In caso di inadempimento, tale situazione è pienamente equiparabile a quella di chi non abbia mai ottenuto il certificato medesimo, non assumendo alcuna rilevanza il fatto che l’imputato abbia richiesto ed ottenuto tardivamente il rinnovo, ovvero dopo il sopralluogo con cui i Vigili del fuoco hanno accertato l’irregolarità. Tale soluzione si argomenta sul rilievo che il bene giuridico protetto  è costituito «dalla sicurezza della vita umana, dall’incolumità della persona e dalla tutela dei beni e dell’ambiente»: la condotta configurerebbe e un reato di pericolo presunto, perfezionato con la mancanza della certificazione antincendio in corso di validità. Fonte: anvu