D. Lgs 231

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Lavoro agile (smart working) e lavoro autonomo non imprenditoriale: le novità normative.

Il lavoro agile chiamato anche “smart working” è una modalità di svolgimento dell’attività lavorativa saltuariamente effettuata al di fuori dei locali dell’impresa e con l’uso di tecnologie informatiche in remoto. Una realtà sempre più diffusa e con vincoli diversi, in materia di luogo e orario di lavoro, non solo rispetto al lavoro dipendente, ma anche allo stesso telelavoro che prevede generalmente un orario e una specifica postazione di lavoro. Quello che mancava in queste discussioni nei convegni era, tuttavia, il riferimento ad una normativa che si riferisse direttamente a questa modalità lavorativa in grado di aumentare la flessibilità relativamente a tempi e luoghi di lavoro. La nuova Legge n. 81 del 22 maggio 2017 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 13 giugno scorso  è entrata in vigore il giorno successivo. La legge non si sofferma solo sul tema del lavoro agile, anche se a questo dedica l’intero Capo II, ma affronta anche la tematica del lavoro autonomo non imprenditoriale. Ricordando che la legge n. 81 del 22 maggio 2017 affronta poi varie altre tematiche relative al mondo del lavoro – con riferimento ai professionisti iscritti a ordini o collegi, agli studi professionali, ai lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa ecc. Si rimanda alla norma, in particolare agli artt: - Art. 18 - Lavoro agile; - Art. 19 - Forma e recesso; - Art. 20 - Trattamento, diritto all'apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore; - Art. 21 - Potere di controllo e disciplinare; - Art. 22 - Sicurezza sul lavoro; - Art. 23 - Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali;   Fonte: puntosicuro